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Folklore - Troccola

 
 
Il crepitio nudo, assordante, violento della troccola, scossa dall'incappucciato a piedi nudi in un silenzio quasi opprimente, apre la via alla processione più lenta e coinvolgente che si possa vedere in Puglia.
 
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A Taranto la settimana Santa si trasforma in un evento unico, indescrivibile. Deve essere vissuta, partecipata; è Fede pura nutrita per un anno da un impegno arduo e completo. Famiglie intere si onorano di portare per una intera notte, tanto dura, passo dopo passo, le statue della Passione con un ritmo lento e dondolante, simile alla mano della grande Madre che addormenta il Figlio.
 
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Escono di sera gli incappucciati con passi minimi, le varie statue, la Madonna in lutto con il fazzoletto bianco... avanzano nella notte in maniera impercettibile, la Troccola in testa a grattare gli animi nel profondo.Si riga il buio della notte di luci balbettanti e tutto rimane sospeso come in attesa di un evento, il ripetersi di un fatto assoluto e tragico; poi, dopo un lasso di tempo simile all'eterno, giunge il primo chiaro, il nuovo giorno. Infine, tutti, rientrano in Cattedrale. E lasciano un vuoto incolmabile, terribile. Il portale si chiude, la Troccola zittisce; resta un palpito oscuro, il dolore sparso sulle lastre del selciato.
 
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E' un evento indimenticabile che dura una intera notte e segna lo spirito anche del più incallito. E' la rappresentazione viva, unica e indelebile del Dolore; un dolore profondo, eterno, senza pianto. Avvolge il figurante incappucciato, lo spettatore osservante; l'ala buia della Notte penetra ogni cuore smarrito, ridà senso al passato, ai tagli profondi nascosti nell'inconscio e ricorda a tutti l'incredibile brevità della vita.
Credenti o no, sembra quasi un rito a se stante, elevato e tragico, a segnare l'inutile sforzo di chi affonda, la miseria dell'uomo che ha perso la Via.