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Folklore - La Nzegna

 
 
Nel paese di Carovigno, a Pasqua, si svolge la battitura della 'Nzegna che richiama emigranti e turisti ad un appuntamento irrinunciabile. Questa tradizione ebbe inizio nel 1100 dc. circa, nel periodo Normanno, quando Goffredo era Signore di Brindisi.
 
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Secondo la leggenda ad un Conte di Conversano (Bari) apparve in sogno la Madonna di Belvedere che gli disse di recarsi a venerarla a Carovigno perchè sarebbe guarito dalla paralisi che lo affliggeva. Con i servi al seguito partì per Carovigno, ma nessuno sapeva della Madonna, era nota solo una località chiamata Belvedere. Recatisi nella zona girarono tutto il giorno fra le sterpaglie che la ricoprivano e già stavano per tornare indietro quando ad un tratto udirono grida d'aiuto. In una fossa videro dei pastori ed una giovenca imprigionata fra i rovi; tagliate le sterpaglie notarono l'ingresso di una grotta. I servi, armati di fiaccole, entrarono e videro l'immagine di una Madonna. il conte si fece calare nella grotta e sulla parete vide l'immagine della Madonna che gli era apparsa in sogno; lasciò cadere a terra le stampelle, guarito all'istante. Il conte acquistò quella giovenca per donarla ai poveri del paese.
 
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Di ritorno in paese uno dei pastori agitò un bastone con attaccato un drappo multicolore per richiamare l'attenzione degli abitanti. Questo drappo divenne poi la bandiera tipica della 'Nzegna, che ancora oggi viene agitata e gettata in aria, accompagnata da una musica pastorale; la piccola giovenca segue sempre la processione di Pasqua.
Da questa antica tradizione sono nati i gruppi di sbandieratori che onorano Carovigno in tutta Europa.
 
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